Dannato POP! Cosa è successo alla cultura pop in Italia?

Dannato POP!Se è vero che ogni promesso è debito allora eccomi qui per cercare di intraprendere un altro percorso che riguarda la natura stessa della cultura pop e della cultura popolare. Anche se nominalmente sono la stessa cosa, sostanzialmente non lo sono. Diciamolo pure in questo paese c’è chi odia la cultura pop, chi è cresciuto educato ad odiarla, bollandola con una serie di termini dispregiativi di ogni sorta, senza mai porsi la domanda: “ma che diamine è la cultura pop?”. Leggi tutto “Dannato POP! Cosa è successo alla cultura pop in Italia?”

Avatar: Alcune cose che non vi hanno detto.

AvatarRaccolgo qui un post di estremo interesse a mio avviso che riguarda Avatar di Cameron. Lo so che anche noi ne abbiamo giù parlato, pero stavolta c’è un punto di vista con cui vale la pena confrontrasi.

Il post è di Luca Rubinato ed è tratto dal suo blog GhiaccioNove. Luca non è solo un amico, un compagno di narrazione e un’amante dei generi. Ma è uno straordinario osservatore delle tendenze narrative contemporanee. Leggi tutto “Avatar: Alcune cose che non vi hanno detto.”

Social distribution e social marketing: cinema e partecipazione

Nei nostri MovieCamp, come sapete, cerco spesso di focalizzarmi sul valore della partecipazione e sulla forza degli user generated contents.

Sapete anche che il mio focus principale sono i social network e le forme di creazione collettiva. Più volte, inoltre, vi abbiamo parlato di crowdfounding con Stefano Adami, Gianni Celata e Martha Capello (per un rapido ripasso date pure un’occhiata a tutte le nostre slides qui). Leggi tutto “Social distribution e social marketing: cinema e partecipazione”

40 anni da Elio Petri e perchè vedere i classici

gian maria volontèSe lo chiedeva Italo Calvino riferendosi alla letteratura in un bel pamphlet dal titolo diretto:”Perchè leggere i classici”. La stessa domanda me la pongo anch’io soprattutto quando il mio calendario personale si ricorda che 40 anni fa usciva nelle sale è uno dei più autentici capolavori del cinema italiano e mondiale:Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, che vinse poi l’Oscar come miglior film straniero. Leggi tutto “40 anni da Elio Petri e perchè vedere i classici”

Misfits VS Glee, England VS USA. Questioni di codice

MisfitsParliamo di tv oggi. Anzi di serie televisive, argomento che è sempre da indagare, soprattutto per le suggestioni che vengono da altri paesi. Penso che in molti conoscano Glee, un teen drama che si svolge in un liceo americano dell’Ohio, è già questo la dice lunga sull’ambientazione, e che racconta la vita di un gruppo di ragazzi, diciamolo pure degli sfigati, che decidono di mettersi in gioco nelle attività dello spettacolo, grazie anche all’aiuto di un professore, uno di quelli che sembrano usciti fuori da Goodbye Mr. Chips o da L’attimo Fuggente. Uno che ha provato il mondo dello spettacolo ma che non ha sfondato. Ergo, altro sfigato. Leggi tutto “Misfits VS Glee, England VS USA. Questioni di codice”

La social media campaign per L’ultimo esorcismo: intervista ad Estrogeni

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Come i nostri lettori ormai sapranno, ci piace continuare idealmente i nostri barcamp con le interviste ad alcuni dei protagonisti.

Così, dopo i post dedicati ad Andrey Golub con (e)-motional e a Mauro Rubin con JoinPad e l’Augmented Reality, proseguiamo con Chiara Pascali ed Ignazio Iuppa di Estrogeni – Additivi per La Comunicazione. Leggi tutto “La social media campaign per L’ultimo esorcismo: intervista ad Estrogeni”

Unire i puntini mentre cade la neve silenziosa

Hubert Selby Jr.Secondo molte persone, soprattute donne, io sono uno dei pochi uomini che riesce a pensare e a lavorare in maniera multitasking. Io non so se sia così o meno, da quello che mi conosco dico di si, ma poi non ha molto importanza. Diciamo che la mia testa funziona così: non riesco a stare su una cosa sola. E’ come un cinema con il film che sta andando, rullo dopo rullo, ma allo stesso tempo ce ne sono altri dieci che stanno pronti per essere proiettati. Comunque la cosa si è ripetuta a Torino e solo ora, tornato a casa, tutte le fila della situazioni si sono chiarite. Prima di partire per Torino, in un commento di FB aveva detto che la neve mi piaceva solo nella narrazione, citando Canto della neve silenziosa, un meraviglioso racconto di Hubert Selby Jr., straordinario scrittore americano, che vedete nella foto con un uccello sulla spalla.

Al di là della bellezza stessa del racconto ho sentito che qualcosa era partito nella mia testa, e non nel senso brutto del termine. Continuavo a pensarci la sera del post Moviecamp torinese, mentre passeggiavo sotto la neve con una ragazza appena conosciuta ed invitata a cena (eravamo rimasti entrambi fuori da una proiezione al TFF perchè i posti erano esauriti). Allora ho cominciato a ricordarmi quello che sapevo su Selby Jr. E’ stato professore di Lou Reed, diciamo che ne è stato il mentore ed è grazie lui se questo artista ha scritto dei versi meravigliosi nella storia del rock mondiali. Già questo è un merito. Ma c’entrava qualcosa col cinema? Caspita! Uno dei film indipendenti più belli del decennio che sta finendo è senza dubbio Requiem for a Dream di Darren Aronofsky. Indovinate chi lo ha scritto? Tratto da un suo racconto, ma Selby nè curo addirittura la scenaggiatura.

Prima di partire con Moviecamp io ed Emanuela (Zaccone) stavamo prendendo un caffè con Gianluca di Topix, l’internet exchange, che ringrazio ancora per la disponibilità ed il prezioso aiuto, stavamo parlando del Festival di Berlino e della produzione del cinema tedesco. E questo che c’entra? In realtà è un altro pezzo della storia. Perchè un altro splendido romanzo di Selby jr è diventato un film: Ultima fermata Brooklyn. Il film è diretto da Uli Edel, tedesco che ha nel suo carnet il famoso Christiana F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino e La Banda Baader-Meinhof, interessante film sugli anni di piombo in Germania e la regia del primissimo episodio di Twin Peaks, la serie cult ideata da David Lynch. Un momento! Ma Berlin è anche il titolo di un disco di Lou Reed, dedicato al periodo in cui ci aveva vissuto e trafficava in riflessioni con Davide Bowie e Nick Cave.

Meglio andare avanti però, altrimenti rischio di perdermi anch’io. Però ne abbiamo messa di carne al fuoco: immagini, parole, culture, personaggi e potremmo continuare ancora! Questo unire i puntini, come fossimo dentro un classico numero de La Settimana Enigmistica, in realtà non è niente altro che una mappa mentale, una rete. E’ un gioco che sta diventando un paradigma importante, forse l’unica rivoluzione che possiamo compiere, anzi che è già in corso in questo momento. Se la nostra mentre funziona già così, perchè le mappe mentali sono una pratica abbastanza diffusa, perchè in molti si ostinano a non capire l’importanza di internet e degli strumenti social? Dalle nostri menti siamo passati noi ad essere quei puntini che si uniscono da soli, in una visione che prende forma ogni giorno in maniera diversa. Credo che ancora non sia chiarissimo il disegno e forse non riusciremo ma a capirlo del tutto, ma allo stesso l’esempio che vi ho descritto non è altro che un mesh-up neurale. Ora, ci sta pure che io non sia del tutto normale, almeno diciamo comune, per conservare ancora un pò di dignità, però credo che, anche in maniera non del tutto consapevole, in molti cominciamo ragionino come una rete che si espande. Gregory Bateson è stato uno dei maggiori scenziati che ha ragionato su questo – Mente e Natura e Ecologia della mente – ha chiamato questo processo ragionamento per costellazioni. Tutto si unisce e tutto si connette senza perdere identità, anzi arrichendosi. E mi piace pensare che mentre nevicava quella notte a Torino, mentre camminavo e scambiavo opinioni con Sonia su questo, noi abbiamo disegnato una nuova costellazione. Ma la cosa che mi piace di più e che magari le nostre stelle si siano unite alle vostre, chiunque voi siate e sotto qualunque vi trovavate.