Dio salvi Iron Man

Avvertenza: questo post potrebbe contenere elementi di spoiling del film. Comunque non è una recensione.
C’ho messo un pò a vedere The Avengers, sapevo che l’avrei visto, non sapevo con chi e non sapevo dove. Sono dubbi non da poco, anche se sembra strano per un film del genere. O forse no. Alla fine ci sono andato da solo ed è stato meglio così. Forse sarebbe stato meglio con un paio di teen-agers potrebbe pensare qualcuno, ma o avrei dovuto eruderli sulla genealogia Marvel, oppure mi sarei trovato vicino a dei veri fan che ne sapevano più di me e magari non sarei stato dell’umore giusto per sapere le differenze del lettering fra Thor e Capitan America. Ve lo dico subito, così mi levo il sasso dalla scarpa, a me il film è piaciuto, davvero. Se non siete dei radical chic che leggono pedissequamente, come fosse la rivelazione finale, gli articoli di Concita De Gregorio, ve lo consiglio perchè vi divertirete. Se poi invece leggete la De Gregorio, ma in segreto avete la passione per Hulk o pensate, come me, che Robert Downey Jr. sia un grande attore anche se facesse uno spot per tombini in ghisa, allora mascheratevi e andateci in segreto.  Leggi tutto “Dio salvi Iron Man”

Basta un’estetica della Mafia?

Placido RizzottoGli eventi ci superano. A volte ci affiancano. Oggi ci sono stati i funerali di stato per il sindacalista siciliano Placido Rizzotto, ucciso nel 1948 a soli 34 anni. Ucciso e fatto sparire perchè del corpo non rimanesse traccia. Tornato dalla guerra, prima soldato e poi partigiano, viene preso da un gruppo di persone guidate da Luciano Liggio, che sarà uno dei più importanti boss della mafia, ucciso e scaraventato in un fosso. Bisognerà aspettare il 9 marzo 2012, 64 anni dopo, perchè l’analisi del DNA dimostri che alcuni resti ritrovati in una grotta a Rocca Busambra sono proprio quelli del sindacalista assassinato. Sulla vicenda c’è un interessante film di Pasquale Scimeca, datato 2000, con Marcello Mazzarella nei panni del protagonista. Interessante e nulla più. Qui non è il film in se stesso a essere mancante, ma proprio l’idea generale di un film sulla mafia o sulla criminalità organizzata in Italia. Forse perchè non basta o non basta più, perchè la storia e le storie di mafia non riguardano solamente il Sud, non riguardano solamente il crimine, non riguardano solamente l’economia. Basta un’estetica della mafia?

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Un Brindisi al killer?

Da quasi un anno non metto un post qua dentro, precisamente dallo scorso Festival di Venezia, gli amanti del calcio contano il tempo a  partite, noi malati di cinema a uscite e festival – non cambia molto nel merito. Moviecamp si è fermato in esterno, ma le persone che animavano il suo back office, sono state sempre in movimento, via treno e via testa, ne parleremo in futuro.

In Italia è successo molto, prevedibile ed imprevedibile, raccontato e non raccontato, bene o male. La scorsa settimana ci siamo ritrovati con altre due tragedie: l’attentato di Brindisi ed il terremoto in Emilia. L’artificiale e il naturale. L’uomo e la natura. Il cordoglio è per tutti, ma mi concentro sul capoluogo pugliese e soprattutto su quello che è successo ieri, quando per alcuni giornalisti si era giunti alla svolta, parola che sembra davvero uscita da un’action movie. Un concetto usato da molti giornalisti, che ogni giorno devono essere sempre più veloci in questo tempo social, cosa non facile, per raccontare ciò che succede. E’ un mestiere che sta cambiando, in fretta, e forse qualcuno di loro si sta facendo prendere la mano.

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