Star Wars ReLoaded by Disney. Era necessario?

Disney si compra LucasFilm per oltre 4 miliardi di dollari. Con questo acquisto oramai la Disney controlla anche Pixar e Marvel, si può dire che ha in mano molto dell’immaginario pop dell’intero occidente, oltre ad una macchina produttiva di dimensioni incredibili. Che LucasFilm non se la passasse bene era evidente dall’uscita del quarto capitolo della saga di Indiana Jones, francamente brutto, e anche dalla famosa seconda trilogia, che non ha soddisfatto i fan più vecchi, portandone nuovi però. Primo atto della nuova proprietà è l’annuncio di un nuovo Guerre Stellari, il settimo capitolo, nel 2015. Di materiale ce n’è abbastanza visto che dal 1977, solo Italia, sono stati pubblicati quasi 4o romanzi coi personaggi di Star Wars, e pare che in USA ne esistano un pari numero da cui attingere. Lucas ha dichiarato di aver sempre pensato che Star Wars sarebbe andato avanti oltre lui e che questo è il momento di lasciare Star Wars ad una nuova generazione di filmmaker. Leggi tutto “Star Wars ReLoaded by Disney. Era necessario?”

Il terremoto sul grande schermo la web tv

Stanotte c’è stata una violenta scossa di terremoto nel Pollino, con epicentro a 15 km da Castrovillari, sentita molto forte in tutto la provincia di Cosenza, anche fino a Napoli. Il terremoto in Italia è un tema che da dopo L’Aquila è sempre di attualità, vista anche la recente sentenza di condanna sulle “mancate previsioni” e gli allarmi nascosti. Senza dimenticare il terremoto in Emilia e quello di qualche anno prima fra Umbria e Marche. Siamo un paese sismico e lo dovremmo ricordare sempre, vista anche la nostra storia è fatta di Messina, di Gemona e di Irpinia, sicuramente ne dimentico qualcuno, ma è questione di memoria e non di classifica. Il terremoto è anche un soggetto cinematografico, non solo disaster movie, filone mai finito che ogni tanto tira fuori qualche film più o meno buono, come Volcano, produzione che raccontava l’arrivo del Big One ma che invece nascondeva l’esistenza di un vulcano sotterraneo sotto Los Angeles. Sembra roba da scie chimiche. Però un terremoto è anche l’epilogo di Short Cuts – America Oggi capolavoro del maestro Robert Altman, tratto dai racconti di Raymond Carver. Leggi tutto “Il terremoto sul grande schermo la web tv”

Giallo nella Fiction Tv: Don Matteo VS L’ispettore Coliandro

Di recente sono stato al Festival del Giallo di Cosenza, manifestazione neonata dedicata al genere giallo e alle sue declinazioni, noir, mistery e thriller. Oltre alle presentazioni dei libri, la sera si svolgevano dei talk show riguardo la fiction italiana di genere direttamente coi protagonisti del piccolo schermo. Ne ho seguiti due molti divertenti e interessanti. Il primo con Flavio Insinna e Nino Frassica per Don Matteo, l’altro con Giampaolo Morelli alias L’Ispettore Coliandro. Non storcete subito la bocca, soprattutto sul primo, perchè quello che ne è venuto fuori è significativo.
C’è da dire che separare il duo Frassica-Insinna è stato un vero delitto per Don Matteo, che chiariamolo subito non è un giallo, già dopo i primo 10 minuti di puntata si capisce chi può essere il colpevole. Certo, tutti chi chiediamo se a Gubbio possano succedere così tanti delitti, beh se ricordate Jessica Fletcher, alias La Signora in Giallo, Cabot Cove nel Maine è praticamente estinta, ecco spiegato il motivo per cui l’hanno poi fatta viaggiare in giro per il mondo. Leggi tutto “Giallo nella Fiction Tv: Don Matteo VS L’ispettore Coliandro”

Diabolik e gli altri. Il mucchio criminale italiano.

C’è stato un momento in Italia, forse non solo uno, dove siamo stati moderni, dove a forza di copiare dall’estero, di leggere e sfogliare albi a fumetti che venivano da fuori, siamo stati creativi e innovativi; abbiamo preso i semi altrui e ci siamo inventati cose che hanno fatto scuola e sono rimaste a monito. C’è stato un momento e speriamo ci sarà ancora.
A Cosenza per la tre giorni del Festival del Giallo si è aperta anche una piccola mostra su Diabolik, una degli eroi criminali più famosi al mondo, invenzione delle sorelle Giussani, che a guardarle in foto sembravano due brave impiegate del settore editoriale, sulle suggestioni di Fantomas, realizzando una piccola rivoluzione il fumetto tascabile. Leggi tutto “Diabolik e gli altri. Il mucchio criminale italiano.”

Buio sulla sala – Proposte di marketing per le monosale

Non è un post sulla crisi del cinema in Italia, ma su un pezzo di cinema, ovvero le monosale, che vedono un futuro sempre più nero. Già esistono multisala che non vedono un futuro roseo, ma se parliamo degli esercizi con un unico schermo siamo di fronte al “no future”. Una questione di sistema e di business, basta sbagliare un solo film per ritrovarsi senza una buona parte di fatturato, se ci fate case sono quelle che tengono un film il meno possibile, a volte neanche una settimana, esercizi vecchi che non hanno avuto la capacità finanziaria di innovarsi o forse hanno ristrutturato tutto ma le cose non sono andate bene. Perchè? Perchè il mercato e il consumo sono cambiati, forse non rimane che chiudere. O forse no. Leggi tutto “Buio sulla sala – Proposte di marketing per le monosale”

Facciamo decrescere Celentano

Strano Paese l’Italia, schizofrenico per alcuni versi. Mentre si parla di rinnovamento, di rinnovare, di ringiovanire, di svecchiare tutto, arriva un vecchio di 75 anni, perchè a quell’età anche la mezza età è passata, e si radunano tutte le audience. Adriano Celentano è andato in scena col suo Rock Economy all’Arena di Verona e su Canale 5. Share altissimo per il solito programma che prima avevo apprezzato anch’io, ma che ora, lo dico subito ha stancato, perchè il modello è lo stesso. Celentano è uno che scatena polemico, perchè in fondo è tutto, cantante, attore, ballerino, conduttore guru, messia, profeta, saltimbanco, pifferaio, polemista, re degli ignoranti e molto altro. Celentano è un’opera omnia di se stesso.
Ha cantato tanto, spesso anche bene, e ha parlato di decrescita. Insieme a lui ci sono stati Jean Paul Fitoussi, economista francese, Rizzo e Stella, giornalisti del Corsera e autori di libri sulla casta, roba da hit parade. Io non so de l’ha detto, però Fitoussi, economista stimabile, siede nel consiglio d’amministrazione di Telecom Italia e nel consiglio di sorveglianza della Banca Intesa San Paolo. Da quello che so io non sono due enti di mutuo soccorso. Magari e avesse invitato Serge Latouche, che sulla crescita ha ragionato molto e si è impegnato personalmente coi suoi studi antropologia economica, non sarebbe stato male. Magari citando anche il sociologo Pierre Bordieu e i suoi studi sulla violenza simbolica dell’economia. Se non voleva andare all’estero c’eano anche Paolo Cacciari e Gianni Tamino, che in tutto il mondo sono considerati grandi studiosi della decrescita. Poi si chiamano Rizzo e Stella, che sono due sicuri che fanno audience, li abbiamo visti ovunque, non ho niente contro di loro, certo magari dicessero che spesso il frutto delle loro inchieste è il lavoro di tanti giornalisti di piccoli, nel senso di diffusione, giornali locali, che lavorano con stipendi con meno zeri e senza essere neanche conosciuti. Poi vorremmo sapere perchè i soldi di Mediaset prima andavano male e ora bene, solo perchè Berlusconi non è più presidente del consiglio? Interrogativi. Si sono critico perchè sono stanco. Ho già sentito “Celentano Presidente” o della gente che è pronta a votarlo se si candidasse in politica. Allora penso che l’operazione Grillo in confronto è roba da dilettanti e che preso l’Adriano nazionale si esibirà prima nella traversata della Manica e poi nei colloqui di pace in Medio Oriente, magari cantando “Pregherò” a palestinesi e israeliani. Se non bastasse siamo stati invasi dai film da lui interpretati, passati da Innamorato Pazzo, Segni Particolari Bellissimo, Bingo Bongo per arrivare a Joan Lui. Commedie divertenti, a parte l’ultima, dell’uomo che prima girava in pelliccia e poi in rai scriveva che “La caccia e contro l’amore” (l’errore ortografico è suo non mio). Sono stanco di certe operazioni commerciali che sfruttano il momento, anche perchè la lista è veramente troppo lunga, e sono anche nauseato che sia sempre l’emotività a guidare certe scelte, sempre alla ricerca del leader carismatico.
Mi consola una cosa: la maggior parte delle persone che ha visto Rock Economy l’ha fatto solo per sentirlo cantare.
Allora canta, Adrià, canta.

Orson

Ricordiamo Orson Welles perché manca da 28 anni, lo ricordiamo non perché è stato il più grande regista di ogni tempo, per me, ma perchè ha saputo essere Artista, nel pieno senso della parola, completo, poliedrico, contraddittorio, riuscito e fallito, perchè ha collezionato successi e sconfitte, perché nonostante tutto non ha mai smesso, perché è stato il vero cultore del falso, è stato uno che il cinema lo ha inventato e creato quasi dalla cruda materia. Orson è stata la perfezione nel suo disordine, nel suo caos e nella sua forza. Per un omaggio ho inserito due film importanti, ma poco visti su un altro blog che ho creato, non dedicato al cinema soltanto, e che si chiama Orson.
Altre parole sono superflue.
Buona Visione

L’Era glaciale 4 VS Ted: film per adulti.

Non si parla di porno, sempre bene ribadirlo altrimenti si potrebbe incappare nel Moige o nella Postale. Parliamo di due film, che sicuramente saranno campioni d’incasso in molti paesi, anche in Italia, è che sembrano realizzati per un pubblico di bambini. Grosso errore. L’animazione oramai, e non solo, non è neanche più strutturata per l’infanzia, ma per catturare dei pubblici diversi e vari. Sono però due film molto diversi nella loro struttura, anzi nel caso di Ted, nella sua quasi assenza di una struttura vera e propria. Diciamo subito che son entrambi divertenti, ma mentre L’era glaciale 4 io lo rivedrei coi miei nipoti per quanto riguarda Ted non ci penserei mai. Non è censura ne essere bacchettone, ma perchè non riuscirebbero a capire molto del non-senso della narrazione.
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I film che hanno distrutto l’infanzia

Ieri, in una pigra domenica, mi sono ritrovato su Facebook in un thread partito dalla trasmissione di Marcellino Pane e Vino in tv. Per chi, come me, è nato sparso negli anni settanta, al massimo nei primi ottanta, ha di questo film un ricordo istintuale che porta a ricordare le lacrime. Non so francamente perché ma ad certo punto della storia della tv questo film veniva trasmesso al mattino, magari quando non si andava a scuola, perché malati, magari le lacrime erano effetto della febbre. Comunque frugando un pò nel mio archivio materiale, che è in disordine perché ho gli operai a casa, e quello mentale, anch’esso in disordine per attitudine, mi sono ricordato di questa quaterna che ci ha fatto veramente piangere.

Prima di tutto Marcellino, con il Pablito Calvo, datato 1955, presentato in concorso a Cannes, che da noi ebbe un grandissimo successo, tanto che il piccolo Pablito interpretò poi un film con Totò, intitolato Toto e Marcellino. Leggi tutto “I film che hanno distrutto l’infanzia”