Denzel torna a volare, ma forse non a vincere

A chi interessa è uscito Flight. Perché andarlo a vedere? Due nomi: il ritorno di Robert Zemeckis alla regia, dopo tutta la motion capture possibile e a ben 13 anni da Castaway, insieme al ritorno di Denzel Washington in un film di livello e con una grande interpretazione, 5 anni dopo American Gangster di Tony Scott. Washington meriterebbe l’oscar, ma non l’avrà. E’ bravissimo, fa uno dei migliori Denzel mai visti, ma è lui, lo riconosciamo e lo conosciamo. Però vale davvero la pena vederlo in questo film, che è qualcosa che non t’aspetti. O che cerca di esserlo. D’altronde Zemeckis è una che ci aveva abituato a questo, per cui ci troviamo in un action movie per la prima mezz’ora, di gran livello, poi entriamo in un film sulla dipendenza da alcool e droghe, molto particolare. Perchè il pilota, Washington, ubriaco, fatto di coca per uscire dall’hangover, si trova a governare un incidente aereo. 6 vittime su 106 passeggeri, con delle manovre assurde. La questione è che in tutte le simulazioni effettuate da altri piloti, sono tutti morti e l’aereo è andato distrutto. Come la mettiamo? Leggi tutto “Denzel torna a volare, ma forse non a vincere”

Spielberg, Lincoln, Obama e noi

Questo post non era in programma, ma ho dei buoni motivi per scriverlo che illustrerò più avanti. Credo siate tutti a conoscenza che in sala è uscito Lincoln di Steven Spielberg, non un vero biopic, perchè si concentra solo su un breve periodo della vita di uno dei Padri della Patria degli Stati Uniti d’America, insieme a Washington, che tratta del passaggio, in piena guerra civile americana, dell’emendamento per l’abolizione completa della schiavitù. Il film è candidato a 12 premi oscar, che di per sè non significa molto, però sicuramente 5 li dovrebbe portare a casa: sicuramente per Daniel Day Lewis che interpreta il presidente, per Tommy Lee Jones come non protagonista e spero anche per Tony Kushner con la sceneggiatura non originale. Kushner è un commediografo molto prolifico, gay dichiarato, che nel 1993 vinse il Pulitzer per Angels in America: A Gay Fantasia on National Themes e aveva già scritto per Spielberg la sceneggatura di Munich. Il film mi è piaciuto molto, nonostante quello che vi diranno, e ve lo diranno, che è un film di propaganda, che fa venire il vomito e molto altro. Beh, è tutto vero. Ma anche no. Leggi tutto “Spielberg, Lincoln, Obama e noi”

C’è cinema prima e dopo Tarantino?

Quando esce un film, ma basterebbe un video, uno spot, un bigliettino a firma Quentin Tarantino siamo di fronte ad un evento. Stessa cosa riguardo Django Unchained, che ancora non ho visto, questa non è una recensione, è altro. Il film aveva già sollevato polemiche, la prima è quella sterile è inutile di Spike Lee, che ha dichiarato che non vedrà il film perchè non si può scherzare e ironizzare sulla schiavitù e sulla lotta per la liberazione degli afroamericani. Certo, magari se il regista nero avesse avuto gli stessi riguardi per la storia della Resistenza italiana non avrebbe realizzato certi errori grossolani in Miracolo a Sant’Anna, che alla fine risulta un pastrocchio e non aggiunge nulla, anzi il contrario, alla sua carriera di regista. Andiamo avanti però, perchè il punto che a me interesse riguarda il pubblico italiano e il cinema: c’è un cinema prima e dopo Tarantino? Leggi tutto “C’è cinema prima e dopo Tarantino?”