Dallas Buyers Club – Il cowboy e l’Aids

Matthew McConaughey, è un attore che non ho mai amato, finché non è iniziata la sua seconda vita professionale. Era il 2011 e sulla sua strada incontrava William Friedkin per Killer Joe. Da lì ha smesso un po’ i panni del bel ragazzo playboy da pubblicità per fare sul serio il mestiere d’attore. Anche troppo. In Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée il peso del film lo sostiene tutto lui. Un bene per lui, ma non per il film. Leggi tutto “Dallas Buyers Club – Il cowboy e l’Aids”

Il capitale umano. Consumato.

Il Capitale Umano, ultimo film di Paolo Virzì, ha suscitato molte polemiche. Partiamo dalla prima: il film è razzista. Ambientato nella Brianza e vicino Milano, qualcuno, non m’interessa sapere chi, l’ha preso per un attacco al popolo del Nord. Altri sono subiti corsi a dire “Non tutti i brianzoli sono così!” Cerchiamo di capirci, se le così stanno così allora quando vedete un napoletano camorrista, un siciliano mafioso, un romano palazzinaro, pensate che siano tutti così? Perché allora qui non siamo all’analfabetismo di ritorno, ma alla demenza che arriva. In realtà il film poteva essere ambientato in qualsiasi parte di Italia, ma è lì, perché racconta un pezzo di paese che lì si è espresso in maniera significativa. Dico subito che il film mi è piaciuto, soprattutto per il suo modo di lavorare sul “banale”, cosa mai facile, per come lavora il cast e per alcune scelte della trama, prima fra tutte la distruzione della famiglia.  Leggi tutto “Il capitale umano. Consumato.”

Premiata ditta Martin&Leonardo

La domanda alla fine è sempre la solita quando esce un film con Leonardo Di Caprio: riuscirà a vincere l’oscar stavolta?
Non ne ho idea, ma certo che anche stavolta ha messo in campo una grande interpretazione. Un’altra. Anche stavolta diretto da Martin Scorsese per cui ho ancora una grande ammirazione, visto che ha sempre la capacità di mettersi in gioco fra ciò che sa fare, alla perfezione, e qualcosa di nuovo. La premiata ditta Scorsese – Di Caprio è al loro quinto film (Gangs of New York, The Aviator, The Departed e Shutter Island). The Wolf of Wall Street conferma un sodalizio estremamente proficuo, soprattutto per il cinema, e di come Di Caprio sia il nuovo Robert De Niro per il regista italo-americano, hanno stili di recitazione completamente diversi. Comunque è arrivato un altro gran film.  Leggi tutto “Premiata ditta Martin&Leonardo”

Le nomination, Sorrentino e Sherlock

E sono arrivate. Come ogni anno si è aperta la giostra degli Academy Awards, si proprio gli oscar. All’ora di pranzo, in Italia, ma in un tempo antelucano per Los Angeles, sono stati comunicati i candidati ai premi più famosi del cinema americano e non. Tutto come da copione. O quasi. Molto bene American hustle, con 12 candidature, e 12 years a slave, epopea sulla schiavitù degli afro-americani, prodotto da Brad Pitt. Leggi tutto “Le nomination, Sorrentino e Sherlock”

American Hustle – La truffa, l’amore e Duke Ellington

Diciamolo subito American Hustle è un gran bel film, uno di quelli che ti fanno uscire soddisfatto dalla sala. Ben scritto, ben recitato, con una regia al servizio delle storia, con i colpi di scena giusti e che, sicuramente si farà notare ai Golden Globe e agli Oscar. Se è vero che squadra che vince non si cambia, David O. Russell raduna i migliori attori degli ultimi suoi due film, cioè The Fighter e Silver Linings Playbook (Il lato positivo) e compone il cast di questa ultima fatica, aggiungendo Jeremy Renner, l’Hawkeye degli ultimi film Marvel. C0sì ci si trova di fronte a Christian Bale, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Amy Adams e un cameo di Robert De Niro. Scusate se è poco.  Leggi tutto “American Hustle – La truffa, l’amore e Duke Ellington”

Oldboy? Meglio l’Old

Il nuovo film di Spike Lee è già fuori dal circuito delle sale. Colpa di un complotto della distribuzione? Ce l’hanno con lui perché è nero? Dovremmo gridare allo scandalo? No. Il film non è durato neanche un mese perché era brutto. Parliamo di Oldboy, remake dell’omonimo coreano di Park Chan-wook, che tanto impressionò e vince il Grand Prix a Cannes 2004. Guardando il film di Spike Lee ti chiedi il perché dell’operazione, soprattutto quali possano essere le differenze che porta il regista americano, uno che sembra davvero aver smarrito la strada. Leggi tutto “Oldboy? Meglio l’Old”

La fiction spezzata

Ne esce male la Rai, proprio quando dopo la prima puntata della miniserie Gli anni spezzati manda in onda la puntata autocelebrativa di Porta a Porta sui suoi 60 anni, condotta dal solito m.c. Bruno Vespa. Ne esce male perché, pur lodando l’intenzione di voler raccontare il paese e la sua difficile storia, qui ne abbiamo parlato varie volte, non prende una posizione certa, non nel giudizio storico, politico o morale, ma neanche dal punto di vista tecnico. Leggi tutto “La fiction spezzata”