Cosa esce da Venezia

Vi dico subito la verità: io del fatto che Sokurov abbia preso il Leone d’Oro a Venezia sono contento. Potrei finire qui, ma invece sull’ultima Mostra del Cinema appena passata c’è qualcosa da dire. Anche quest’anno la truppa asiatica raccoglie premi, anche se meno degli anni scorsi, c’è da dire che la partecipazione era inferiore come numero rispetto alle edizioni precedenti. Poi premi sparsi ed infine arriva l’Italia. Premio Speciale a Crialese per Terraferma, Premio De Laureantis per l’opera prima a La-Bas di Guido Lombardi. Quindi? Quindi manca il vero vincitore del Festival. Ma andiamo con ordine.

Sokurov oramai è un maestro. Non stiamo a farla lunga, basterebbe vedere Arca Russa, un unico piano-sequenza girato nell’Ermitage di San Pietroburgo per capire un uomo che è una macchina da presa. Ma lui è di più. Sokurov è questa monumentale tetralogia sul potere chiusa con Faust, sua rivisitazione del testo di Goethe, iniziata con Moloch, dedicato a Hitler, passata per Toro, centrata sulla figura di Stalin ed anche per Il Sole, che raccontava l’imperatore giapponese Hirohito. Sokurov ha avuto vita dura sotto il regime sovietico e non se la passa neanche bene nella nuova Russia di Putin e post-Putin, se mai esista. E’ stato detto che il suo è un cinema da festival. Beh se con questo espressione s’intende un cinema fatto di potenza ed innovazione linguistica che non ha dimenticato la sua tradizione, allora si, Sokurov fa cinema da festival. Se invece si vuole dire che non incassa e non fa file ai botteghini allora si può dire che Sokurov fa cinema. Punto.

Si è detto che questa era il festival dove si sarebbe parlato di immigrazione. Stimo Crialese e sono davvero curioso di vedere Terraferma, ma ho sentito recensioni feroci sul suo film. Strano che fossero però scritte da uomini, diciamo, con un sentimento vicino a questo governo. Poi non voglio essere malizioso. Un film italiano vince il premio per l’opera prima, fa davvero piacere, anche questo parla di immigrazione. Come ne parlava il film Cose dell’altro mondo di Patierno, che immagina che gli immigrati abbandonino una fantomatica cittadina del Veneto. Il film non è stato contestato dai veneti, ma da una truppa di leghisti, che o sono quello che sono oppure dei geni del marketing. Stiamo sempre alle generalizzazioni da entrambe le parti. Forzando la mano d’immigrazione parla anche L’ultimo terrestre di Gipi, dotatissimo fumettista toscano e tra l’altro molto applaudito. Anche qui molto curioso di vederlo.

Altre saranno le uscite, Polanski è già nelle sale con Carnage, o Contagion di Soderbergh, questo me lo risparmio perchè Soderbergh per me è un sopravvalutato e so che con questa affermazione mi sono fatto più nemici che amici. Ci sarà anche The Ides of March di Clooney, sperando che non si parli dell’affaire Canalis ancora. Ci sarà anche il vero vincitore di Venezia. Chi mi legge lo so. Nessuno su questo pianeta è come Cronenberg oramai. Cronenberg non è più cinema è lo sguardo buio sui nostri stessi occhi. Sono riuscito a vedere in gran segreto i primo 40 minuti di A Dangerous Method e sto spasimando per vedere il resto.

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