Ha senso rifare i classici in tv?

Recentemente la BBC ha mandato in onda la prima stagione di un suo remake de I Tre Moschettieri (The Musketeers), tratto dal sempiterno romanzo di Alexandre Dumas. Oramai volge alla fine e più che rimaneggiato si tratta di un adattamento per la tv per avere delle storie di tipo verticale, quindi con episodi che si aprono e chiudono in una puntata. Starz, canale via cavo americano ha invece realizzato un’altra operazione di stampo para-letterario: Black Sails. Si tratta di una serie che è il prequel de L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. Questi sono due dei testi principali della letteratura d’avventura, mi chiedo se davvero sia necessario riproporli in tv.Come sono andati? Bene, visto che sono stati rinnovati entrambi per una seconda stagione, Black Sails addirittura dopo la sola visione del pilota. Sarà che il capitano Flint e Long John Silver, che qui è molto giovane, sono personaggi senza tempo. Però io una serie sui pirati me l’aspettavo da parecchio, visto il successo della serie di film con Jack Sparrow protagonista, che hanno coinvolti platee intergenerazionali. Eppure non è stato così. Problemi di budget forse, certo oggi con la computer animation si può aggirare molto il problema dei costi per le battaglie in mare aperto. O forse la difficoltà è nello scrivere le storie? Me lo sono chiesto, visto che in tv i generi dominanti oggi sono il comedy e il crime, con le loro declinazioni. Eppure il racconto d’avventura fa parte di molta letteratura occidentale, ma anche di quella asiatica. Se in Italia ci fosse una forza produttiva degna di nota e si lavorasse sul serio basterebbe prendere un qualsiasi libro di Emilio Salgari per creare una grande storia d’avventura, oppure il ciclo di Lorencillo e i pirati della Tortuga di Valerio Evangelisti, su questo mi chiedo sempre perché nessuno abbia il coraggio almeno di provare a fare un tentativo per una serie tratta dall’inquisitore Eymerich, per quanto difficile possa essere.
Il senso dei classici oggi è lo stesso di prima, solo che vengono adattati alla contemporaneità, nei suoi ritmi e nelle sue forme, però bisogna essere consapevoli che c’è ancora un pubblico pronto per consumare queste storie. A prova di questo ragionamento basta vedere in quante serie tv c’è un episodio sul tema dei viaggi del tempo o altri archetipi della narrativa d’avventura, senza poi dimentica come oramai tutto il mondo dei supereroi, Marvel e C., sia inscritto nel genere dei classici d’avventura.

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