Il pinguino funziona

Uscito da poco La mossa del Pinguino riporta sullo schermo Edoardo Leo, che è anche uno degli sceneggiatori, dopo il successo di Smetto quando voglio. Il film è anche l’esordio alla regia di Claudio Amendola, prodotto dalla DAP la casa di produzione dei fratelli De Angelis. E’ una storia d’amicizia che ricalca un po’ il classico disegno dell’Armata Brancaleone, con tutti i distinguo del caso. Naturalmente.
Una commedia graziosa che si lascia guardare, senza tante pretese con dei buoni momenti e soprattutto con delle buone interpretazioni dal punto di vista degli attori secondari, soprattutto i caratteristi. Bruno (Edoardo Di Leo) è un quasi quarantenne precario e sotto sfratto, sposato con Eva (Francesca Inaudi), che per me dovrebbe avere più occasioni sul grande schermo, e ha un figlio di 11 anni. Sono sotto sfratto e la vita va avanti, grazie anche alle uscite con Salvatore (Ricky Memphis), suo amico storico, con cui ha anche condiviso i sogni sin da quando erano ragazzini. Compreso l’ultimo: quello di fondare una squadra di curling e andare alle olimpiadi di Torino 2006. Vengono arruolati nella truppa due personaggi improbabili, i migliori, come Neno, Antonello Fassari, nei panni di un ex grande giocatore di boccette con parrucchino, millantatore – per non dire romanamente pallonaro – e Ottavio, Ennio Fantastichini, vigile in pensione, molto ligio ai regolamenti e soprattutto specialista nello sbocciare sulla terra battuta. Molto carine le gag per riuscire ad allenarsi in un sport del ghiaccio a Roma, con le pentole a pressione con dentro i pesi per la pesca. Menzione per Sergio Fiorentini, ottimo caratterista, che anche qui interpreta il padre di Ricky Memphis, come nel televisivo Distretto di Polizia – forse lo è davvero?- affetto da Alzheimer.
Il film ha degli echi della commedia all’italiana nel suo presentare la realtà, anche cruda, come la vicenda di Fiorentini, alternandola alla risata. Alla fine il film è godbile e si va a inscrivere in quello spazio di prodotti medi di cui il cinema italiano ha bisogno.
Uno spazio che purtroppo vede ancora troppe commedie, ma non se può fare una colpa a questo film.

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