Il tenente Colombo era un angelo

Peter FalkLa morte di Peter Falk è una cosa che mi ha reso triste. Il suo volto che è diventato icona in uno dei polizieschi più seguiti nel mondo, Il Tenente Colombo, è sempre stato quotidiano per tutti. Però se io devo scegliere un film con cui ricordarlo non è un episodio del poliziotto più improbabile mai apparso, ma è Angeli con la pistola del 1961, dove Falk interpreta Carmelo, braccio destro di Dave lo Sciccoso, gangster di Chicago. Bette Davis è Annie, la vecchia che vende mela portafortuna e che ha una figlia in Europa per la cui educazione spende ogni centisimi che guadagna. Falk interpreta uno splendido è spassossimo gangster italo-americano fortemente caratterizzato. E’ uno di quei film che forse tutti hanno visto, una volta veniva passato una volta l’anno nei network nazionali, poi la televisione è cambiata, ma rimane comunque un film che ha una sua importanza.

Prima di tutto è l’ultimo film di Frank Capra, forse il più grande regista di commedie che ha raccontato gli Stati Uniti ed il lato più amabile del sogno americano (La vita è meravigliosa, Accadde una Notte e E’ arrivata la felicità). Già questo basterebbe. Però non finisce qui, perchè oltre a Glenn Ford, che è uno di quegli attori che hanno segnato la golden hollywood, c’è Bette Davis, che forse dopo un secolo di cinema, è ancora la più grande attrice di tutti i tempi e, stando a quanto dice la leggenda, l’unica non passata per il “divano” di un produttore, ma si sa come il cinema sia un mare di storie che genera storie. Falk mette in luce non solo un talento comico, che troverà il suo apice nel 1979 con Alan Arkin in Una Strana coppia di suoceri, ma anche una versatilità, anche nei movimenti fisici, che li permetterà di diventerà anche un re del piccolo schermo. Perchè Colombo  ha una vita lunghissima, fra le serie “classiche” (la prima nel 1968, poi dal 1971 al 1978) e quelle moderne (1989 al 2003), interrotte solamente dall’insorgere dell’Alzhaimer, la malattia che lo ha portato alla morte.

Ma Falk, come recita il titolo di questo post, è un angelo. Ad accorgersene è Wim Wenders che lo vuole nel 1987 ne Il cielo sopra Berlino, il film più famoso del più “americano” dei rappresentanti della seconda generazione del neu kino tedesco. Wenders lo richiamerà nel sequel degli angeli, Così Lontano Così Vicino, del 1993, sempre per interpretare se stesso. Proprio quel suo viso caratterizzato da un’occhio strabico rendeva Falk per fare il caratterista, ma è stato di più, perchè i suoi ruoli son sempre accompagnati da una certa grazia, quella tipica dei ruoli che nella narrazione son dispensatori di coraggio e buoni consigli. Questa “grazia” accompagna tutto il metodo di Colombo, che non vince mai perchè è il più forte, il più bravo o perchè abbia chissà che potere, ma per una dissimulazione fortissima della sua intelligenza, perchè si presenta come un’innocuo incapace, che però sa ascoltare e guardare fra le righe. Colombo era un personaggio disordinato che scardinava i meccanismi degli omicidi, entrando nei motivi che portavano all’azione criminosa stessa e la maggior parte delle volte sono tutti legati ai sette peccati capitali del cristianesimo. Ma Colombo non giudica mai.

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