Social Total War, contro-narrazioni e teatri.

Questo post lo volevo proprio scrivere, ma talmente tanto che ho aspettato. So che ho fatto bene, perché a volte il livore e la rabbia accecano e fanno andare fuori bersaglio, o ti fanno dirigere dove gli altri vogliono che tu vada.  L’attacco era questo: L’Italia è un paese straordinario perché non crea narrazioni, ma le vive. Abbiamo anche noi dei grandi narratori seriali, un nome su tutti Valerio Evangelisti, ma in realtà noi abbiamo sempre preferito, inconsciamente e anche consciamente, metterle in scene e viverle. Io sono sempre stato convinto che il nostro sia un paese laboratorio, non so chi sia il controller dell’esperimento, se poi ci sia per davvero, ma so che quello che succede da noi, prima o poi, lo vedi in altri paesi. Attenzione non siamo dei precursori, siamo un paese che vive perennemente sul limite, sull’estremo, nel bene e nel male, arrivando a dire di sè stesso “il miglior paese del mondo” quando le cose vanno un po’ bene e “il peggior paese del mondo” se vanno un pò male. Adesso che vanno male c’è gente che invoca rivoluzioni a ogni piè sospinto e altri organizzano navette per Marte. Inoltre si scatenando la prima vera grande Social Total War. Questo attacco lo tengo tutto, ma vado avanti.

Bivacchi e Manipoli, Complotti e Compari

Però mi chiedo, ora, che cosa c’è dietro la vicenda di Marco Camisani Calzolari che viene quasi beccato con le mani nelle marmellata dei fake follower e parla di esperimenti, passando alla storia per l’#mcctest, che poi fa uscire lo studio sui fake follower di Beppe Grillo, del quale alcuni mettono in dubbio la validità scientifica. Delegittimare il Movimento 5 Stelle? Forse si, anche se io lascerei fare a Grillo e soci, visto le gesta di Pizzarotti a Parma è la sindrome paranoica del complotto che li vorrebbe fuori dal Parlamento – sempre più simile a Berlusconi. Certo le truppe di Casaleggio, capeggiate dal riccio condottiero, sono pronte ed anche i suoi avversari lo sono nelle prime elezioni politiche italiane che vedranno il coinvolgimento della rete mai come prima. Nell’ultimo anno il web italiano è cambiato parecchio. Sappiamo, ma non del tutto, come è ora, ma su quello che sarà fra un anno non abbiamo molte certezze. Ci si è messo anche il vecchio Silvio, pronto a scendere in campo nuovamente, scalzando la semi-debole leadership di Alfano, che non poteva certo mettersi contro il capo. Ma perchè questo signore lo fa? Perchè un anziano rinuncia ad un lungo buen retiro, coi processi oramai a posto, per rituffarsi nell’agone politico? Forse perchè le cose non sono così a posto, la crisi mediaset è evidente, ma forse anche perchè dal Venezuela arrivano anche strani testimoni del passato. Questa è una sorta di contro-narrazione in corso d’opera che aspetta sviluppi.

La Simulazione Finale

La Social Total War è iniziata, oramai siamo al tutti contro tutti, con le twitstar da pianerottolo che inseguono se stesse in elucubrazioni esistenziali tanto da non capire più chi fossero inizialmente. Gli hashtag scoppiano, se qualcuno dice Buongiorno, l’altro gli risponde Fottiti, per ricevere un Grazie anche tu. C’è chi dice sia il caldo, chi sostiene che sia l’effetto Maya, io invece dico che siamo in una fase simulatoria, tipica dell’Italia, dall’esito incerto. Lo riaffermo, noi siamo avanti, se uno dà un’occhiata alla storia dal dopoguerra in poi, si rende conto di come alcune vicende internazionali e nazionali abbiamo trovato nel nostro paese un teatro di guerra, uno scenario, con esiti a dir poco sorprendenti. Tanto l’esercizio del ricordo, più che della memoria, che è riservata alla vittime di qualunque cosa, è proprio solo di chi si siede in ottava fila, mentre la maggior parte sgomita per i primi posti in platea.

Caro Twittero ti scrivo…

L’altro giorno ho scovato un twit che diceva più o meno così: quando i greci erano in piazza gli spagnoli erano al mare, quando gli spagnoli sono in piazza noi siamo al mare, quando toccherà anche a noi? Caro il mio twittero, io so chi sei, ma non faccio il tuo nome, perchè spero che tu ti riprenda, o perchè tu sei solo un prototipo, un esempio. C’era un paese negli anni ’90 che aveva un grande movimento che non c’entrava niente coi partiti, dove qualche politico provava ogni giorno a metterci il cappello sopra. C’hanno provato in parecchi. Questo movimento aveva tante anime, tante energie, si scontrava al suo interno, si muoveva, certamente ha avuto anche dei momenti di unione forte, si muoveva sul web, prima del web, quando c’erano le BBS, magari se guardi su Google capisci cos’erano, faceva cultura e controcultura. Arrivò un momento in cui questo momento aveva osato troppo, niente di eclatante, ma faceva come il bambino nella favola “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, gridando Il re è nudo, il re è nudo! Lo gridava così forte in tante lingue e sfumature. che anche le persone che non erano nel movimento cominciarono a sentire e a crederci. Era ora di chiudere. Per cui in pochi giorni, durante un appuntamento, arrivarono i nuovi lancieri e alfieri, che avevano fatto bene i compiti, poi la notte e il giorno diventarono rossi. Furono staccati i server, furono chiusi gli occhi, cucite le bocche e tappate le orecchie. Altri signori per completare l’opera iniziare a distribuire a basso prezzo della polvere bianca, con la quale nessuno avrebbe avuto più l’intenzione di pensare. Ma altri, anni dopo, andarono avanti e arrivarono ad occupare i tetti fino al cielo, ma niente, perché dissero che erano lupi cattivi con troppe “vecchie stelle” in testa. Poi sei arrivato tu e i tuoi amichetti e avete iniziato a dire Rivoluzione, Rivoluzione, Rivoluzione, riducendo tutto ad un hashtag. Ma ora che arriva la social total war, caro il mio twittero, tu cosa farai? Ricorda che Justin Bieber ti vuole sempre bene.

PS Mi scuso se il post è lungo, ma a volte è necessario, tirar via i sassi dalle scarpe.

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