Gli anelli della catena di un business audiovisivo

 

oroQuesti sono degli appunti concepiti per un intervento all’interno dell’unconference Moviecamp: Nuove frontiere del Business. Purtroppo per questioni di lavoro e di incastri non posso essere presente, ma questi sono degli appunti su quello che avrei detto.
Negli ultimi anni, anzi per meglio dire stagioni, abbiamo ripetutamente sentito alcuni giudizi riguardanti la produzione di serie tv nel mondo, soprattutto per i paesi di area anglosassone. Non solo riguardanti la quantità prodotta, ma specificatamente la qualità raggiunta. Leggi tutto “Gli anelli della catena di un business audiovisivo”

Almodovar non decolla, ma Loach invece…

Cosa si fa a pasquetta? La pasquetta degli italiani, questo gruppo antropologico oramai frammentato, che segue le vicende dei palazzi fra streaming fatti, ma soprattutto, mancati, in attesa di un saggio che chiarisca le cose – dieci sono troppo. Comunque a pasquetta se sei a Roma fai il picnic, il tempo regge, poi inizia a piovere. Allora fai l’unica cosa sensata quando sei in gruppo: vai al cinema. Il panorama in questo momento non è dei migliori, soprattutto perché devi accordarti, e tutto finisce su Gli Amanti Passeggeri, nuovo film di Pedro Almodovar. Non era facile per lui. Il Pedro ispanico, l’uomo che ha portato, prima la movida madrilena, con i suoi “mostri”, nel senso di fuori dall’ordinario, sullo schermo, poi è crollato risalendo in un noir deviato, per arrivare a mescolare il suo passato con la sua poetica, non era facile tornare allo schermo. Leggi tutto “Almodovar non decolla, ma Loach invece…”

C’è cinema prima e dopo Tarantino?

Quando esce un film, ma basterebbe un video, uno spot, un bigliettino a firma Quentin Tarantino siamo di fronte ad un evento. Stessa cosa riguardo Django Unchained, che ancora non ho visto, questa non è una recensione, è altro. Il film aveva già sollevato polemiche, la prima è quella sterile è inutile di Spike Lee, che ha dichiarato che non vedrà il film perchè non si può scherzare e ironizzare sulla schiavitù e sulla lotta per la liberazione degli afroamericani. Certo, magari se il regista nero avesse avuto gli stessi riguardi per la storia della Resistenza italiana non avrebbe realizzato certi errori grossolani in Miracolo a Sant’Anna, che alla fine risulta un pastrocchio e non aggiunge nulla, anzi il contrario, alla sua carriera di regista. Andiamo avanti però, perchè il punto che a me interesse riguarda il pubblico italiano e il cinema: c’è un cinema prima e dopo Tarantino? Leggi tutto “C’è cinema prima e dopo Tarantino?”

Buio sulla sala – Proposte di marketing per le monosale

Non è un post sulla crisi del cinema in Italia, ma su un pezzo di cinema, ovvero le monosale, che vedono un futuro sempre più nero. Già esistono multisala che non vedono un futuro roseo, ma se parliamo degli esercizi con un unico schermo siamo di fronte al “no future”. Una questione di sistema e di business, basta sbagliare un solo film per ritrovarsi senza una buona parte di fatturato, se ci fate case sono quelle che tengono un film il meno possibile, a volte neanche una settimana, esercizi vecchi che non hanno avuto la capacità finanziaria di innovarsi o forse hanno ristrutturato tutto ma le cose non sono andate bene. Perchè? Perchè il mercato e il consumo sono cambiati, forse non rimane che chiudere. O forse no. Leggi tutto “Buio sulla sala – Proposte di marketing per le monosale”

Cinecittà Burlesque

A Giugno aveva ribadito la triste fine dei Cinecittà Studios avviati a un nuovo progetto di lottizzazione edilizia che non prevede nè attività cinamatografiche, nè attività produttive. Da allora abbiamo aspettato sulla riva del fiume, che si traduce nei tavolini dei caffè, negli aperitivi, sui divani di casa, alle scrivanie di lavoro, ascoltando, leggendo, curiosando. Lo aspettavamo il momento, quello della prima svolta, perchè l’Incidente Scatenante, necessario per una buona sceneggiatura, è arrivato con l’occupazione, più o meno simbolica. Non basta, perchè serviva qualcosa che ci restituisse il clima, lo zeitgeist, il mood e puntuale come sempre è arrivata la politica. Finalmente il Cinecittà Burlesque può cominciare! Leggi tutto “Cinecittà Burlesque”

Bruciamo Cinecittà e poi il Louvre.

Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto. (William Gibson, incipit di Neuromante)

Ne avevamo parlato un anno fa circa, in un post dove raccontavamo l’agonia dei Cinecittà Studios, comunque ora siamo alla fine di questo lungo e travagliato racconto su quella che è stata la gloriosa fabbrica dei sogni italiana. Si parlava di un rilancio, di cinema digitale, invece ora si ventilano ipotesi di centri commerciali, alberghi, piscine, parchi di divertimenti e altri nonluoghi per dirla alla Marc Augé. Scorrono le lacrime dei politci, degli uomini di cultura, delle maestranze e di tutte le istituzioni e gli istituzionalizzati. Ma perchè? In fondo lo sapevamo e la sapevate anche voi, che ora vi strappate le vesti. Io propongo invece un piano più radicale: Bruciamola. Si, bruciamo Cinecittà. Ma bruciamola bene, con un rogo che si veda da Milano, da Londra, da Petra, da New York, da Pechino e dalla Luna! Bruciamola e finalmente facciamo contento il sindaco Alemanno che dopo potrà portare i sacchi di sale per la neve e saranno sparsi sul terreno perché non cresca più nulla. Dopo metteremo un bellissimo pannello 6×3, ma kilometri e non metri, che reciti: Questo non è un sogno. Poi toccherà al Louvre, poi ad AngKor Wat e tutti i luoghi importanti e belli di questa pianeta, tutti quelli dei continui referendum dei luoghi belli. La simulazione così avrà finalmente vinto. Leggi tutto “Bruciamo Cinecittà e poi il Louvre.”