Gli anelli della catena di un business audiovisivo

 

oroQuesti sono degli appunti concepiti per un intervento all’interno dell’unconference Moviecamp: Nuove frontiere del Business. Purtroppo per questioni di lavoro e di incastri non posso essere presente, ma questi sono degli appunti su quello che avrei detto.
Negli ultimi anni, anzi per meglio dire stagioni, abbiamo ripetutamente sentito alcuni giudizi riguardanti la produzione di serie tv nel mondo, soprattutto per i paesi di area anglosassone. Non solo riguardanti la quantità prodotta, ma specificatamente la qualità raggiunta. Leggi tutto “Gli anelli della catena di un business audiovisivo”

Dal Lido a Fondamenta Nuove. I premi a Venezia

Chi conosce Venezia, un po’ di più del circuito Ferrovia, Rialto, San Marco, dovrebbe conoscere Cannaregio, specialmente Fondamenta Nuove, dove si lasciano i canali e s’intravede il mare aperto per arrivare all’altre isole. Facciamo il percorso inverso, perchè il festival è finito, si ritorna a casa e ci rimane giusto il tempo per uno spritz e qualche cicchetto. Amaro. Perchè i premi sono andati come da copione e peggio del copione, soprattutto per aver lasciato senza niente Marco Bellocchio, se si esclude il premio Mastroianni per il miglior attore emergente, e Brillante Mendoza. Palma d’oro a Pietà, si sapeva, Gran premio a The Master, come pure l’ex aequo ai suoi due protagonisti. La sceneggiatura ad Assayas ci può stare, il film merita una visione più approfondita, al di là dell gusto personale. Però francamente lo scippo della Coppa Volpi che doveva andare a Nora Aunor, perchè per tutti era stata esemplare in un film compless come Thy Womb, te lo trovi che va a questa bella faccina Hadas Yaron per Lemale Et Ha’Chalal di Rama Bursthein. Leggi tutto “Dal Lido a Fondamenta Nuove. I premi a Venezia”

Cosa esce dalla ruota di Venezia?

Ieri sono finite le proiezoini del concorso di Venezia 69 senza grandi sussulti. Un gelo ha accolto il film di Cristina Comencini e poco di più quello di Brian De Palma, ma nulla che possa modificare le preferenze dei giurati per la vittoria finale.
E’ stato un festival sottotono, alla ricerca di un glamour che non c’era, tanto che i media hanno dovuto estendere il povero Robert Redford più che potevano e poi ripiegare sui teens Zac Efron, Selena Gomez e simili. Diciamo che Barbera non è stato fortunato, visto che tutti i grandi nomi che aveva a disposizione hanno quasi tutti deluso, mi chiedo cosa starà pensando Marco Mueller, che ha lasciato quella poltrona per quella, anche meno comoda se possibile, del Festival del film di Roma. Leggi tutto “Cosa esce dalla ruota di Venezia?”

Cinecittà, organizzato a Venezia un incontro per discutere degli Studios

Da Roma Today di oggi

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, insieme ai 100autori (Associazione dell’Autorialità’ Cinetelevisiva, ndr), ha organizzato un incontro in occasione della Mostra di Venezia, per discutere delle problematiche e del futuro degli storici Studios di Cinecittà. L’occupazione degli studi, da parte dei dipendenti, va ormai avanti da due mesi: in queste settimane la lente d’ingrandimento dei media si è soffermata sul tema, aprendo un dibattito sociale sulla cementificazione proposta dal presidente Abete, che ha recentemente dichiarato: “Il sindacato non ha accettato l’invito del Ministero e del prefetto di sospendere l’occupazione – ha spiegato il presidente degli Studios – non vogliamo il declino di Cinecittà, ne’ licenziare personale e non c’è nessuna speculazione in atto”. Leggi tutto “Cinecittà, organizzato a Venezia un incontro per discutere degli Studios”

La solita passerella dell’americano Redford

Non si fa fatica a seguire la schizofrenia dello showbiz, cosa a cui neanche Venezia è immune. Se il giorno prima i teens per Selena e le altre della Mtv Generation, quasi dimenticando che in quella patacca che è Spring Breakers, c’è James Franco, uno dei migliori attori di questi anni, il giorno dopo i vecchi teens rifanno gli urletti ma con più spocchia all’arrivo di Robert Redford. A cascata viene rispolverato tutto il ’68 americano, il vietnam e compagnia cantando per celebrare anche quando altri erano giovani. Peccati di piccola vanità Leggi tutto “La solita passerella dell’americano Redford”

Il passo lento di Mendoza

Ero molto curioso circa il film del filippino Mendoza, “SINAPUPUNAM” (THE WOMB), primo perché è abbastanza difficile vedere un film che arriva dalle Filippine, secondo perchè Captive, film col quale Mendoza aveva vinto l’orso d’oro a Berlino, mi aveva ben impressionato. Neanche stavolta siamo lontano da quegli standard. E’ un racconto quasi etnografico che racconta le contraddizioni di una cultura, quella di Tawi-Tawi, e più in generale quelle del mondo in cui viviamo. Il mio film – ha dichiarato il regista – parla della parte meridionale delle Filippine che è una parte nascosta e poco conosciuta anche per i filippini stessi. La scelta del posto è stata molto importante per tutti perché fa vedere la bellezza della natura e la semplicità della comunità che ci vive. Leggi tutto “Il passo lento di Mendoza”

16 minuti di applausi per Bellocchio

Grande successo per la proiezione de Bella Addormentata al Festival di Venezia. Un giornalista dell’Ansa ha cronometrato ben 16 minuti d’applausi alla fine della proiezione. Non solo questo, ma anche i giudizi entusiasti, portano Bellocchio direttamente come secondo candidato alla vittoria del Leone, insieme al ritorno del coreano Kim Ki Duk, senza scordare The Master di Anderson. Leggi tutto “16 minuti di applausi per Bellocchio”

Kim Ki Duk prenota il Leone?

Un’ovazione per il ritorno del regista Kim Ki Duk, che al Lido ha presentato Pietà, un melò-noir decisamente più strutturato rispetto all’ultimo periodo dedicato ad una “espiazione cinematografica”. I giudizi sono unanimi nel definire il film, per coerenza espressiva, ricerca estetica, struttura narrativa e annessi, la cosa migliore in concorso vista finora. È un film istintivo quanto razionale ed emerge il passato in studi di belle arti che il regista ha compiuto a Parigi. Finalmente si sono viste facce soddisfatte all’uscita dalla proiezione e un grande scroscio di applausi finale non lascia dubbi sulla posizione della critica. Leggi tutto “Kim Ki Duk prenota il Leone?”

Kitano a Venezia col primo sequel, mentre è pronto il numero 3 di Othomo

Takeshi Kitano è arrivato in laguna dove ha presentato Outrage Beyond, secondo capitolo della saga di Othomo, presentata 2 anni fa sempre al Lido, dove alla fine del film il boss si consegnava alla polizia per essersi comportato senza onore. Othomo consuma la sua vendetta e spariglia le carte in un Giappone in crisi. Kitano, in conferenza stampa ha detto che si è divertito molto a girare il film, tanto che è già pronta una terza puntata di questa saga dello yakuza. Il regista giapponese ha poi risposto a chi gli chiedeva un suo parere sul cinema in 3D, tema che sembra aver abbandonato i festival e non solo, affermando che sono tecnologie buone solo per girare i porno. Leggi tutto “Kitano a Venezia col primo sequel, mentre è pronto il numero 3 di Othomo”

Il giorno in cui Malick divise Venezia…

To the wonder, l’atteso film di Malick, ha diviso il pubblico del Liso, tanto che si sono sentiti dei fischi al termine della proiezione. Anche Tree of Life aveva diviso il giudizio di Cannes ma gli entusiasmi avevano sicuramente sovrastato le critiche. Fra l’altro To the Wonder sembra essere il sequel naturale del film precedente che poi aveva raccolto molto, però si è parlato di un film minore che momenti universali e straordinari. Non voglio fare la difesa di un film non visto, però francamente la maggior parte dei film non vive neanche quei momenti straordinari, quindi che venga fischiato mi sembra troppo. Forse le parole del film ridotte all’osso, o forse la scelta caduta su Affleck, comunque non ha convinto. Strana anche la scelta di presentarsi alla conferenza stampa con una sola delle protagoniste femminili a parlare, l’ucraina Olga Kurylenko. Leggi tutto “Il giorno in cui Malick divise Venezia…”